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Da “Il libro selvaggio”, Juan Villoro, Salani Editore, 2010

A volte, alcuni nascono con una grande capacità di lettura, ma poi la vita li rincitrullisce. Esistono famosi imbecilli che sono stati bambini in gamba

Lo zio Tito, il bibliofilo più pazzo del mondo, insegna al nipote quattordicenne Juan che leggere è un atto creativo. Egli sostiene che esistono i lettori princeps i quali non leggono grandi quantità di libri, ma trovano più cose in quelli che leggono.

Esistono, inoltre, i lettori princeps  interruptus che non hanno letto con costanza e che si distinguono dai lettori princeps continuum.

Il Princeps continuum è chi mantiene il talento di leggere per tutta la vita


Leggere, quale strumento di crescita, è un’attività creativa necessaria allo sviluppo della personalità di un bambino che ha bi-sogno (che ha il sogno) di diventare grande

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Cosa si fa con un libro e a tre anni d’età?

L’invito alla lettura promosso dalle campagne di diffusione del libro e dalle pubblicità progresso ormai è una regola oltre che una ottima abitudine per avvicinare i bambini sin dalla più tenera età alla lettura e di conseguenza ad una precoce sviluppo delle abilità cognitive e alle competenze scolastiche.
Concordo con gli esperti della materia che la mancanza di profondità culturale delle nuove generazioni potrebbe essere sopperita dalla presenza di libri in casa e dall’esposizione alle parole e alle immagini di qualità sin dal sesto mese di vita. Nei post precedenti abbiamo considerato di valore anche la lettura nel pancione e ne siamo fermamente convinti. Qui torno per ricordare che i libri sono fonte di immaginazione, di fantasia e, più in grande, promotori di quella sana apertura mentale che rende il pensiero adulto autonomo.

la lettura cenestesica di un buon libro favorisce la crescita cognitiva e globale del bambino, della sua mente e della sua personalità.Continua a leggere

 

NEL PANCIONE AD ASCOLTAR MUSICA, PAROLE E AD AFFINARE IL PALATO!

Fin dai primi giorni di gestazione la mamma cerca un rapporto “umano” con il proprio bambino per l’appunto rivolgendosi a lui con la parola e con i gesti. Queste manifestazioni sono le prime forme di comunicazione verbali e gestuali che prendono vita. Dal quinto mese di gravidanza il bambino diventa attore attivo del processo comunicativo poiché è in grado di farsi sentire tramite movimenti riconoscibili proprio dalla sua mamma.Continua a leggere

IL BLOCK NOTES DELLA GENITORIALITA’

Abbiamo elencato le funzioni genitoriali ed a queste bisogna prepararsi. E’ importante impostare una strategia per coltivarle. Per prepararsi ad adempiere al compito genitoriale innanzitutto bisogna convincersi che si ha tutto il tempo necessario per agire adeguatamente. L’elenco di cose da fare è corposo, ma c’è tempo. Si può annotare tutto in un diario differente da quello che rileva la biologia della gravidanza. Si sceglie un block notes delle tappe della genitorialità.Continua a leggere