Consapevolezza Educativa (parte 2.a)

IL BLOCK NOTES DELLA GENITORIALITA’

Abbiamo elencato le funzioni genitoriali ed a queste bisogna prepararsi. E’ importante impostare una strategia per coltivarle. Per prepararsi ad adempiere al compito genitoriale innanzitutto bisogna convincersi che si ha tutto il tempo necessario per agire adeguatamente. L’elenco di cose da fare è corposo, ma c’è tempo. Si può annotare tutto in un diario differente da quello che rileva la biologia della gravidanza. Si sceglie un block notes delle tappe della genitorialità.

Si sa, non  sta soltanto crescendo un bambino nel pancione, ma è in corso la trasformazione di una singolarità in pluralità (la mamma ed il  piccolo che per un bel po’ di tempo saranno interdipendenti).

Nel block notes si annoteranno i pensieri belli e brutti, le riflessioni, le resistenze e, ci si augura, tutto ciò che fino ad ora non ci si è permesso di confessarsi, ma che è necessario tirar fuori per consentirne una rielaborazione (pensare nuovamente un pensiero o uno stato d’animo in modo nuovo, anche razionale con i dati di oggi). Ci riferiamo anche agli stili educativi con cui si è cresciuti, ma che obiettivamente sono ” fuori moda” o che non hanno permesso di essere e “diventare” realmente se stessi durante la maturazione fino allo stato di adulto.

Questo è un esercizio che sarebbe ben fare parallelamente in coppia. Attenzione, parallelamente significa che la condivisione delle esercitazioni scritte, non prescinde dal lavoro individuale che ne è anteposto. Inizia la mamma perché è dentro di lei che il bambino cresce e sviluppa il senso dell’essere.

Ecco i punti da sviluppare

Storia personale: raccontare la propria vita. Partire dai ricordi dell’ infanzia e, in presenza dei propri genitori, soffermarsi con loro sui bei ricordi, ma anche su quelli fastidiosi. Serenamente parlarne e riflettere su di essi. Trarre da ciò una conclusione plausibile che rispetti i motivi dei comportamenti e fantasticare sullo scambio dei ruoli (“Io al posto dei miei genitori e loro figli miei” ).

Non dimenticare che anche la storia dell’ infanzia e dell’ adolescenza dal punto di vista della salute fisica è un prezioso elemento da tirar fuori dal cilindro dalla memoria. Esempio, come ti rapportavi all’impaccio fisico che da adolescente avvertivi, come avresti voluto reagire ai tuoi malesseri e come avresti voluto che i tuoi genitori reagissero?

Insistere sull’ adolescenza, periodo durante il quale si vive un reale disagio che tocca l’ambito psicofisico e mette a dura prova la femminilità nascente di una donna, ma anche l’uomo nascente; fantasticare ed immaginare situazioni reali capovolte aiuta a farsi le domande giuste. Solo a queste si riesce a dare le giuste risposte.

Esempio, quel giorno che sei rientrata tardi per l’ennesima volta ed i tuoi genitori ti hanno costretto ad una punizione severa, cosa ti ha dato fastidio, cosa non hai accettato, ma, ancora più in profondità, cosa avresti fatto tu al posto loro, cosa avresti detto ad alta voce?

-La carriere scolastica e la formazione lavorativa quale percorso hanno seguito? Hai risposto ai tuoi talenti assecondandoli? Sei stata sostenuta nella realizzazione della tua vera inclinazione? Hai fatto ciò che i tuoi genitori volevano che facessi? Hai agito per evitare le delusioni ovvero hai agito per contrastarli senza rispettare la tua reale indole?

Bene, essere sinceri in queste confessioni significa fare un passo da gigante. È una grande presa di coscienza! Significa riconoscersi, definirsi, distanziarsi, rispettare gli errori dei propri genitori, comprender se stessi oppure riconoscere ed apprezzare quanto hanno fatto, il modo in cui hanno agito e offrir loro nuova gratitudine!

Stile di vita : prima della gravidanza, la futura mamma ha trascorso il suo tempo pensando a se stessa. Tutt’al più finora ha pensato alla persona che condivide con lei la vita di coppia o alla sua famiglia di origine e al suo lavoro, se lo hai. Ha occupato il suo tempo coltivando i suoi hobbies e facendo forse un po’ quel che le pareva. E’ ora quindi di escogitare modalità alternative di tempo libero nel suo futuro in cui non può pensare solo a se. È per lo più finito quel tempo e potrebbe cominciare a farsene una ragione! Ma è realmente possibile continuare ad essere fedele a se stessa in modo più maturo e complesso. inizi a pensare a come potrebbe fare. Questo esercizio è molto importante perché permette di proiettare i propri limiti più in là, di guardare i confini, di vedere dall’alto e dall’ esterno l’organizzazione quotidiana futura e permette altresì di misurare spazi e contenitori temporali includendo le forze ed i limiti. Il lavoro parallelo nella coppia in questo caso subentra in modo naturale: è la coppia genitoriale che deve organizzarsi dopo aver escogitato piani individuali di quotidianità.  Ad esempio lei dice: Amo la lettura, dove e quando potrei mantenere la mia abitudine? Riesco a pensare uno spazio temporale e fisico per continuare a farlo? Amo fare la spesa da sola? Me lo posso permettere ancora? Il bambino me lo permetterà? Ho un valido sostegno di cui mi fido e che mi permetterà di prendermi mezz’ora per fare la spesa come dico io? Riuscirò a sedare la mia ansia una volta che sarò lì tra gli scaffali e mi soffocheranno i sensi di colpa di mamma che abbandona il proprio piccolo nelle mani di chissà chi?

– la relazione con la famiglia allargata, con gli amici e con i conoscenti che ruotano attorno alla coppia genitoriale. Anche in questo caso è bene farsi un esame di coscienza e rivedere nel dettaglio i propri rapporti ed immaginare come si trasformeranno una volta che si è genitori. A volte mettere in chiaro ciò che si desidera da chi si pensa possa dare un aiuto è risolutivo di ansie e di “non detti” che rischiano di tradursi in azioni mancate e che a loro volta significheranno sentimenti fallimentari e di solitudine.

Come affronto le difficoltà?  Anche questo area introspettiva è di vitale importanza. Con un piccolo nato e, ancor di più, con il primo piccolo nato, subentreranno insicurezze, dubbi e indescrivibili paure di non sapere, di non saper fare e di non essere padroni di qualsiasi soluzione. Quindi, non deve sembrare semplicistico, ma immaginare di affrontare le difficoltà che potrebbero subentrare  facendo finta che subentrino realmente, porta ad interpretare un gioco di ruolo di considerevole significato. Il far finta di è l’occasione per far accadere le cose difficili preparandosi ad affrontarle con l’uso di alternative e di percorsi differenti dalla strada ovvia. In più andranno in scena personificazioni di sé e rappresentazioni di coppia che aiuteranno ad evitare frustrazioni e atteggiamenti inconcludenti.  Questa sorta di teatro  consente di vedere anche ciò che non si riesce ad immaginare.

Competenze educative: so educare? Ecco il punto! La storia personale che si proietta nel futuro.  Qui entrano in gioco i principi ed i valori. Esempio: occorre una famiglia per educare? Occorre solo la mamma ed il papà? Qual è veramente il mio stile educativo? Sarò in grado di percepire i bisogni di mio figlio che cresce? Tappa dopo  tappa? Sarò capace di rispettarlo come bambino altro da me?  E via di seguito con tutti gli interrogativi che si possono lasciare aperti al confronto con l’altra parte della coppia genitoriale e aperti anche al confronto con esperti esterni.

Dal punto di vista pedagogico crediamo di poter affermare che l’educazione coincide con un cammino verso percorsi non battuti: si prosegue non perché si conosce la via, ma perché si ha l’equipaggiamento adatto per il viaggio.

Nello stile di bisognibambini.com le domande, gli appunti, le parole, i confronti, i pensieri, le lacrime ed i sorrisi servono a coltivare i semi dentro di sé per poi veder germogliare il meglio da sé.

In questa ottica tutto è fattibile, tutto è realizzabile e tutto è perfezionabile.

che fine farà il block notes quando i ritmi della giornata li governerà il bambino alla nascita e durante la sua crescita?

Bene! Sarà un piccolo scrigno nel quale leggersi e correggersi. In fondo gli autori siete stati voi ed è da lì che sono partite le vostre conquiste. Sta a voi farne tesoro e lasciarlo in standby e in working in progress.

 

 

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