bimbo-sillaba

PREMESSA

Il bambino all’età di 1 mese
Distingue suoni con diverse caratteristiche acustiche che sono prodotti da fonti differenti (soggetti parlanti). Ora il bambino è interessato ai volti che si pongono davanti alla sua prospettiva.

Il bambino all’età di 2-4 mesi
Distingue le voci; è capace di sorridere; ha maggiore elasticità negli organi della bocca e della gola.

Il bambino all’età di 4 mesi
Incomincia a riconoscere i suoni della lingua, è capace di manifestare il “sorriso sociale” *.


osservazione da parte della madre o del caregiver

~ Se il bambino all’età di due-quattro mesi sembra non reagire ai rumori e alle voci e non è presente alcuna vocalità;

~ Se a quattro mesi sembra non reagire alle voci che intorno tentano di richiamare la sua a ttenzione, se non ha ancora sorriso e se sembra affetto da amimia (condizione patologica caratterizzata da mancanza totale di espressività del volto);

allora è importante rivolgersi al pediatra al quale manifestare la condizione osservata. Sarà proprio questa figura medica che indirizzerà il bambino verso lo specialista competente.

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magoLe prime parole del bambino che si nutre di latte non sono parole, ma incantamenti magici emessi per piacere e per evocare cose e fatti desiderati. Il lattante, infatti,


“ha scoperto o scoprirà (…) che le sillabe “mamma”, ripetute diverse volte se necessario, provocheranno magicamente l’apparizione della donna di incalcolabile valore che provvede a tutti i suoi bisogni e che lo difende da ogni male. Non sa neppure come ciò accada, ma lo attribuisce ai poteri magici. Come tutti i maghi egli non indaga sulla natura dei suoi doni”

Selma H. Fraiberg, Gli anni magici, Armando Editore

 

Didattica consapevole

bisogno di gioco

A che gioco giochiamo?

gioco

 
To credit the author of the image:

www.freepik.com/free-vector/variety-of-kid-toys_764766.htm”


Che senso ha parlare oggi della palla, del cilindro, della sfera e del cubo?

Il “giardino di infanzia” è attuale?

B. Brazelton – grande pediatra e famoso psichiatra infantile – direbbe che giocare è un bisogno irrinunciabile: il gioco è la vita del bambino sin dalla culla. È il canale espressivo attraverso cui l’energia creativa si esprime e le pulsioni interiori, così come il potenziale, si manifestano.
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