giochi di sillabe tra gocce di latte (seconda parte)

bimbo-sillaba

PREMESSA

Il bambino all’età di 1 mese
Distingue suoni con diverse caratteristiche acustiche che sono prodotti da fonti differenti (soggetti parlanti). Ora il bambino è interessato ai volti che si pongono davanti alla sua prospettiva.

Il bambino all’età di 2-4 mesi
Distingue le voci; è capace di sorridere; ha maggiore elasticità negli organi della bocca e della gola.

Il bambino all’età di 4 mesi
Incomincia a riconoscere i suoni della lingua, è capace di manifestare il “sorriso sociale” *.


osservazione da parte della madre o del caregiver

~ Se il bambino all’età di due-quattro mesi sembra non reagire ai rumori e alle voci e non è presente alcuna vocalità;

~ Se a quattro mesi sembra non reagire alle voci che intorno tentano di richiamare la sua a ttenzione, se non ha ancora sorriso e se sembra affetto da amimia (condizione patologica caratterizzata da mancanza totale di espressività del volto);

allora è importante rivolgersi al pediatra al quale manifestare la condizione osservata. Sarà proprio questa figura medica che indirizzerà il bambino verso lo specialista competente.

http://amzn.to/2hAChUl


 Bisogna attendere il quarto anno di vita per intervenire, dopo una disgnosi accurata, nell’ambito di un disturbo del linguaggio. Nel frattempo, pedagogicamente e per una crescita psicofisica salutare, è importante dedicarsi alla stimolazione precoce dello sviluppo linguistico.
L’acquisizione del linguaggio è frutto di molteplici funzioni e tra queste si distingue la “sincronia interattiva” (A. Oliverio Ferraris, A. Oliverio, Congresso nazionale GISCEL, Ischia, marzo 2000) dei neonati che, ben osservati, producono sin dalle prime settimane di vita, micromovimenti in risposta al linguaggio della mamma in particolare, ma anche in risposta a chi, modulando la voce, accompagna la propria vocalità con la mimica per rendere “empatica” la comunicazione pronta a ricevere una risposta altrettanto “calda”. Gli autori parlano appunto di una “danza” che avviene fra il neonato ed il parlante.
In termini evolutivi, perciò, il linguaggio è il prodotto dell’affinamento e del potenziamento delle attività cognitive partecipi delle funzioni sensoriali, motorie, mnemoniche e comunicative.
Orberne, l’età pediatrica è la frazione temporale favorevole all’apprendimento della lingua materna. L’acquisizione ne risulta rapida, immediata e diretta.

Uno studio condotto dai ricercatori E. Bergelson, D. Swingley (Proc Nat Acad Sci USA 2012;109:3253-89 – estratto da “Fin da Piccoli”, rivista del Centro della Salute Mentale del Bambino Onlus, gennaio-aprile 2012 – Anno 4 – numero 1 pgg 1-8) ha dimostrato che i bambini sono in grado di comprendere il significato di molte parole di uso comune già all’età di sei mesi.

Lo studio è stato condotto attraverso gli ERP, una particolare misurazione dell’elettroencefalogramma (EEG). Con essi si è scoperto che il lattante distingue fra fonemi* a due mesi e a cinque mesi riconosce differenti sillabe*. Non è, dunque, la melodia del matherese a condurre il neonato all acquisizione semantica* del linguaggio, bensì proprio la capacità di discernere fra sillabe pronunciate con intenzione dalla mamma o da chi parla con lui in modo costante e, appunto, intenzionale.

Gli studi sul matherese avevano convinto che i bambini nel primo anno di vita non comprendessero processi lessicali * e semantici, ovvero che il lattante apprendesse attraverso la musicalità del pronunciato verbale della mamma cantilenato e caratterizzato dalla molteplicità delle ripetizioni vocaliche e sillabiche, dal ritmo lento, dalla tonalità alta e della espressività.
Tali illuminanti evidenze consentono ora di sapere che a sei mesi di vita le abilità del linguaggio recettivo sono già elevate. Il bambino riuscirà probabilmente a pronunciare le prime parole intorno al suo primo compleanno, ma il suo linguaggio recettivo è già in grado di comprendere le intenzioni verbali del parlante in particolare della mamma ed il significato di molte parole.

sorriso sociale: dopo il sorriso endogeno (primitivo), all’età di tre-sei mesi di vita il bambino manifesta un sorriso diretto a specifiche persone e situazioni (sorriso sociale selettivo). Egli sorride per sincronizzare la sua risposta con quella della mamma o del caregiver stabilendo una relazione di reciprocità. Esso è un comportamento pienamente sociale.

fonema: unità linguiastica, elemento sonoro o unità elementare del linguaggio articolato considerato sotto l’aspetto fisiologico (cioè della sua formazione attraverso gli organi vocali) e acustico

sillaba: complesso di suoni che si pronuncia con un’unica emissione di voce

semantica: relativo al significato delle parole (semantica lessicale) e delle frasi (semantica frasale)

lessico: complesso delle parole e delle locuzioni di una lingua

sillabe

conclusioni
Dare nutrimento al bambino che beve il latte significa anche avvolgerlo di parole intenzionalmente rivolte a lui, alla sua comprensione, alla sua capacità di pronunciare un giorno non molto lontano i primi vocalizzi.

Se è vero, quindi, che la comprensione è già in atto nei primi 180 giorni di vita, non è inappropriato parlare con intenzione al bambino avendo cura di scegliere le parole piu belle – perché no! – proprio in virtù ed in vista della produzione linguistica di cui il bambino stesso sarà artefice.

Da qui un ulteriore spunto di consapevole riflessione: parole belle producono bei pensieri, sempre.

1356total visits,2visits today

Lascia un commento