Immaginazione, fantasia e Babbo Natale

“…l’immaginazione non è qualche facoltà separata della mente: è la mente stessa, nella sua interezza, la quale, applicata ad un’attività piuttosto che ad un’altra, si serve degli stessi procedimenti. E la mente nasce nella lotta, non nella quiete”.

Gianni Rodari, La grammatica della fantasia, Einaudi ragazzi, 1973

“Forse Babbo Natale non c’era più – mi dissi – ma era esistito finché io avevo potuto crederci ed era stata l’attesa di lui, esserne gelosa, essergli grata, che ne aveva generato allevato e sorretto la sostanza.

La verità della sostanza però non la sua realtà.

Le illusioni hanno il destino segnato, non sono reali e non lo diventano mai; del resto lo aveva detto la maestra, sono soltanto illusioni e io non mi sentivo di affermare: sì, ma come sarebbe il mondo se non ci fossero le illusioni. (…) Stavo e sarei sempre stata spassionatamente dalla parte dei sogni. (…) Ero felice di servire i sogni, di covarli senza rinchiuderli, ché mi piacevano i sogni con le radici che attecchivano e impiantavano il loro fusto consistente dentro la mia vita”

Anna Marchesini, Il terrazzino dei gerani timidi, Best BUR, 2011 

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