LA MIA FAMIGLIA SELVAGGIA ,)

“La mia famiglia selvaggia” di Laurent Moreau è un albo illustrato che aiuta, chi lo ammira e chi lo legge, a mettersi nei panni degli altri perché siamo incredibilmente abituati a vedere le cose solo da una prospettiva personalissima quale è la propria.

Mi piace molto la recensione delle Galline Volantihttp://gallinevolanti.com/la-mia-famiglia-selvaggia/ – perché la bambina protagonista del nostro libro potrebbe benissimo essere una bambina che arriva da un paese diverso per entrare in una nuova famiglia. Ed è sacrosanto considerare in questo caso che è la famiglia nuova ad entrare nel suo mondo infantile e non viceversa.

La bambina che descrive la sua famiglia selvaggia dipinge alla perfezione le sue relazioni affettive usando un linguaggio antropomorfico. Si sa, i bambini trasferiscono le abilità fantastiche degli animali ai modelli umani della loro intima realtà. Il fratello maggiore ed il minore, il papà e la mamma, la nonna ed i cugini, sono tutti animali disegnati con tratti decisi e d’effetto dall’abile mano dell’autore-illustratore; essi appartengono ad un mondo che solo i bambini riescono a catturare fisicamente e cognitivamente.

È un mondo misurato attraverso le sue emozioni vissute ed i sentimenti che gli altri suscitano in lei.

Le caratterizzazioni del leone, della giraffa, dell’elefante, dell’uccello, della civetta, dell’orso, del pavone e delle scimmie sono tipicamente umane per la nostra bimba.

Il leone è autorevole nel suo silenzio e nello sguardo profondo. È proprio un papà che, un po’ pigro, detta legge (è il re della foresta, d’altronde!) solo con la sua presenza.

La giraffa è superiore a tutti e, l’altezza di cui è portatrice, insegna qualcosa di importante: da lassù lei riesce a vedere tutto, a leggere ciò che da qua sotto non si vede, ad esempio lei legge bene le dinamiche della famiglia in tutto il suo complesso. Proprio come fa una mamma! Lei sì che non si arrabbia subito e perdona amorevolmente. Ma lei, quando cammina per strada, è altera, forse a volte altezzosa: lei solo sa che per difendere la prole si devono tenere bene le distanze dalla massa invidiosa.

Il fratello maggiore è un elefante. Si vede e si fa vedere, si distingue, è possente e tenero al contempo. Il fratello maggiore deve essere presente, ma non aggressivo per stare accanto ai fratellini e alle sorelline, è importante che si noti. Solo in casi estremi può diventare aggressivo, giusto il tempo di alzare il naso al cielo o la zampa un tantino sopra il terreno, a mo’ di avvertimento! Sa che i piccoli credono in lui è restituisce loro sicurezza.

Il fratellino minore è un uccellino che canta e sogna anche in contesti che, a dire il vero, non lo consentirebbero nella forma. È colorato ed eccentrico. È divertente ed è da coccolare. Accanto a lui, la bambina probabilmente si sente “maggiore” e capace di restituire la sicurezza appresa dall’elefante!

La nonna è una figura imprescindibile, presente, paziente, casalinga perché alla sua veneranda età se lo può permettere, si gode i piaceri del tempo rallentato in cui i nonni sono specialisti! È una saggia civetta osservatrice e attende che la vita si sveli a tutti.

Il nonno gentiluomo, lento come chi porta con sé tanti anni pesanti e preziosi, è un cervo con delle corna in testa ramificatissime (proprio come nei cervi anziani!) perché sono anni ed anni che crescono sul suo capo così grandi ed evidenti tanto da farlo notare a tutti, semmai qualcuno non lo dovesse capire!  È la sua carta di identità per la reverenza che incute quel particolare copricapo, quasi una corona regale, pungente come una corona di spine, eh sì!  I sacrifici di una lunga vita!

Zia e zio sono due persone che si compensano e che satellitano attorno agli affetti familiari. Da una parte un pavone sensibilmente femminile, agile, socievole, eccentrico, da ammirare e, dall’altro canto, un orso goloso dedito alla pigrizia e alla buona cucina. Cosa vede la nostra bambina in loro? Probabilmente da un lato la naturalezza di una parte esteriore, libera, senza pregiudizi e dall’altro lato un’interiorità domestica perimetrata da una tavola imbandita attorno alla quale sta una famiglia accogliente, rispettosa dei ruoli e teneramente unita.

Altri personaggi familiari ruotano attorno alla personalità della nostra bambina e tutto sta nello scoprire quale percezione ne ha la nostra protagonista. Un gioco divertente e colmo di particolari da scoprire.

Questa bambina è simpatica perché sincera con noi tutti: ci accoglie nel suo mondo emotivo e lo fa evidenziando con delicatezza i punti di forza dei suoi affetti e anche i punti di debolezza e le sue difficoltà. Questa prospettiva la intravediamo se con il cuore bambino ci avviciniamo alle caratteristiche antropomorfe che appartengono agli animali che spiccano colorati dalle pagine robuste di un Signor Libro edito da Orecchio Acerbo Editore.

Chissà perché la nostra piccola bambina si descrive come una zebra, un quadrupede a strisce bianche e nere, che non corre lesto come un cavallo, né è agile nelle movenze come lui. Una piccola zebra un po’ goffa, timida, forse vulnerabile ed in cerca di protezione, consapevole di essere piccola, ma orgogliosa di essere parte di una famiglia speciale solo per il fatto che in essa si sente accettata.

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