L’INCLUSIONE DEI BAMBINI SPECIALI A SCUOLA

Prendiamo un libro, ad esempio quello di Tullet “Un Libro”!

Prendiamo i disegni che dentro compaiono, scompaiono, rotolano, si mescolano e si riordinano grazie alle mani che manovrano il libro. Pensiamo che tutti i bambini, di tanti colori e tanto diversi fra loro siano lì dentro fra le pagine di questo libro.

Facciamo finta che le pagine di questo libro siano il mondo dei bambini, che poi è il mondo dei grandi: ci stanno tutti  i bambini dentro!

E se le pagine fossero la scuola? Sarebbe perfetto! Nessuna sfera colorata esce dalle pagine del libro, nessuna si perde. Tutte le sfere colorate sono incluse! E’ una scuola inclusiva!

Ora prendiamo un bambino ed il suo funzionamento globale (apprenditivo-educativo)*


Figura (funzionamento globale del bambino, fonte OMS 2007 schema ICF)**

Dallo schema si può vedere che esistono sette fattori  che rappresentano la situazione di salute di un bambino, anzi di tutti i bambini. Le condizioni fisiche ed i fattori contestuali si trovano agli estremi superiore ed inferiore mentre il bagaglio biologico e l’ambiente sociale stanno agli estremi laterali. Al centro si trova la dimensione intima ed interiore  che fa da sfondo interno (autostima, identità, motivazioni, ecc.).

Per far crescere bene un bambino non bisogna pensare alle sue parti in modo singolo, quindi non è bene pensare a curare il suo corpo senza considerare che è con questo corpo che lui svilupperà reali capacità  e attività personali e parteciperà socialmente a ruoli familiari, comunitari, scolastici, ecc.

I diversi fattori, quindi, interagiranno o in modo positivo o in modo negativo. È solo da questa interazione che si vedrà se il funzionamento sarà lineare, difficoltoso, ostacolato, ammalato, disabilitato o con bisogni educativi speciali.

È importante quindi conoscere bene i diversi ambiti e cogliere l’armonia fra questi. Una difficoltà di funzionamento può derivare da una singola area ed influenzare la relazione fra le altre generando delle problematicità (biologiche, corporee, personali, ambientali, relazionali, sociali).

Ciò appena descritto è la base teorica scientifica dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) a fondamento degli interventi educativo-pedagogico-didattici che la scuola (TUTTA) è chiamata a sviluppare al fine di includere i bambini problematici nel gruppo classe

Finalmente si considera l’unicità di ciascun bambino, la sua eventuale e probabile problematicità a cui solo la scuola (senza alcun aiuto esterno clinico e medico) darà una risposta lunga il tempo della sua soluzione e a cui spetterà la sua parità di considerazione e a cui seguirà la cooperazione del gruppo dei pari nella soluzione dei problemi. La scuola torna finalmente alla scuola! la pedagogia torna a scuola a pieno titolo.

In conclusione, una buona fetta di genitori, o chi per loro, ha l’opportunità di vedere i propri figli come portatori di disagi comuni a molti altri bambini e risolvibili dalla scuola e nella scuola, in quanto istituzione educativa privilegiata la quale dispenserà suggerimenti che  andranno messi in pratica a casa.

I medici, gli educatori  specialisti  della riabilitazione, dell’integrazione, della rieducazione, gli psicologi e tutte le altre figure specialistiche avranno più tempo, maggiore concentrazione e netta attenzione verso quei bambini che hanno, invece, una certificazione di disabilità e ai quali si deve dare una risposta che sia anche medica.

Tutti i bambini sono speciali, molti sono portatori di bisogni speciali, tanti hanno bisogni ed esigenze estremamente speciali, ma tutti sono bambini ed i grandi sono lì per definirne la loro indiscutibile unicità.

 

Le differenze fra i bambini  stanno solo nell’occhio che guarda

 

*ICF (International Classification of Functioning) modello antropologico che considera il soggetto nella sua totalità biologica e sociale. Esso è un approccio che parla di salute e di funzionamento di una persona (di un bambino) in modo globale, lasciandosi alle spalle concetti quali disabilità o patologia. 

 **il DM 27/12/2012 e il CM n. 8/3/2013 rappresentano i punti chiave e le indicazioni operative dell’inclusione scolastica

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