Quando un bimbo rincorre i dinosauri gli si deve riservare riverenza.

Non è da tutti mantenere un rapporto con i nostri antenati. E’ una questione di coraggio che solo i bambini con certi poteri rari hanno in dotazione.

Giovanni è un bambino con un cromosoma in più ed è il fratellino minore di Giacomo. Giacomo è felicissimo di avere finalmente un fratellino con cui giocare, ma nella sua adolescenza non esprime più la contentezza iniziale.

Prendere le misure del  suo mondo acerbo quasi adulto, che il nostro Giacomo – giovane scrittore di cuore – scopre giorno per giorno, comprendere che la specialità di Giovanni è diversità ed, infine, realizzare di provare sentimenti di vergogna per sé e per la propria famiglia a causa di uno stigma, sono tutti movimenti interiori che fanno alla fine esplodere il senso di libertà di Giacomo, l’autonomia di pensiero, di affetti e di azione. E’ maturo ora perché riconosce Giovanni come suo maestro di vita. 

La vita è l’unica cosa che si crea dal nulla. Prende forme diverse”

“Siamo fatti diversi e la diversità a volte può essere un gran vantaggio”

Background of kid drawing acrylic paints. Two year old child scribble

I peluche dinosauri, amati e venerati da Giovanni, sono oggetti transizionali (oggetti reali ma,  dal  punto vista del bambino,  rappresentano il suo primo possesso che si manifesta quando si differenzia  tra il sé e il non- sé,  passando dalla dipendenza assoluta dalla madre alla dipendenza relativa da lei) che determinano la sua sicurezza emotiva, affettiva ed esistenziale.

 I peluche dinosauri sono fondamentali per lui, sono dimostrazione coraggiosa di ciò che noi  normodotati non abbiamo la forza di esternare, di chiedere, di verificare quando abbiamo paura di…esistere. Noi le nostre paure le teniamo dentro, ci vergogniamo di chiedere di essere rassicurati. Giovanni non fa come noi che siamo condizionati dall’esterno, dall’ambiente e dai nostri pensieri rigidi, fossilizzati e  nascosti.

No. Lui le porta con sé, le tiene per mano, le dissemina lungo l’area domestica in cui la sua famiglia lo protegge e, tutti quanti, come binari per un treno,  lo  guidano lungo la via. Anche se sarà in ritardo sulla tabella di marcia. Ci penserà la sua velocità, quella di Giovanni che, come per un treno, farà avanzare tutti all’unisono. Come in una famiglia, come in un progetto.

Ciao, io sono Giacomo

Io sono Down. Tu?

Io…bé…

Niente? Maddai. Impossibile. Tutti sono disabili