Bastano dieci minuti, per i più grandicelli anche venti minuti, per i più piccolini molto di meno … ma anche quel meno è sufficiente.

Quando si hanno bambini in casa il clima natalizio può essere creato a modo. Sarebbe importante far assaporare la festa senza perder tempo dietro lo scompiglio quotidiano a cui siamo soggetti. La lettura ad alta voce e la lettura condivisa in giorni come questi, di festa, nei pomeriggi in cui la stanza può essere illuminata

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dalle lucine bianche che brillano sui rami degli alberelli addobbati, sono passatempi deliziosi!

Condividere la lettura di un libro con i piccoli – ormai è risaputo, detto e ridetto dagli esperti e dai dilettanti –  è consigliato vivamente per il loro benessere psicofisico, cognitivo, affettivo ed emotivo. Leggere durante i pomeriggi bruni dell’avvento è sublime per chi legge e per chi ascolta! Può diventare un momento di intimità stracolma di emozioni che vicendevolmente plasmano il cervello, riempiono la memoria, allargano i limiti della immaginazione e strutturano le relazioni con l’altro.  

È un’esperienza educativa per eccellenza. È un’attività che una mamma o un papà, una nonna o un nonno o una qualsiasi figura significativa per i bambini, può strutturare alla perfezione.

Tre sono gli ingredienti necessari: pazienza, serietà e concentrazione! Sono pochi forse i minuti di attenzione in cui le menti bambine possono ascoltare le parole dei libri, ma con pazienza, serietà di intenti e estrema concentrazione mista all’empatia più pura, questa esperienza diverrà un concentrato di alta pedagogia!

Dimenticavo il quarto cruciale ingrediente: un libro di ottima fattura, edito da case editrici specializzate in libri per bambini. Sarebbe un’esperienza totalmente diversa se il libro non fosse all’altezza della capacità ricettiva della mente bambina!

Il bambino più piccolo si accuccerà sulla mamma o su chi legge, la voce narrante rimbomberà attraverso il corpo per rifletterlo su quello dell’ascoltatore, proprio come accadeva nella pancia! Così non saranno solo parole ad essere veicolate e assorbite, ma ben altro di più corposo e consistente.

Dai due anni in su i piccoli lettori si porranno in ascolto in modo più strutturato, magari faranno domande, in altri casi saranno affascinati da parole dette, da lettere scritte e da disegni che li simboleggiano.

In tutti i casi, la lettura condivisa sarà un momento di fermo immagine, di bagliore di quotidianità che ha un tempo diverso dall’ordinario, rallentato, parallelo, un momento di relazione fra due esistenze, fra due intelligenze e due capacità di costruire, prima mentalmente e dopo fattivamente, un modo di stare al mondo e di pensarlo in maniera originale, personale, capace di migliore se stessi e gli altri da sé.

Sotto l’albero è bello che i nostri bambini trovino libri e letture perché sarà un dono permanente fatto alle loro intelligenze.

Oggi un gesto di questa portata è un investimento per il loro domani, per la loro sensibilità verso le cose del mondo e della vita.

Tra il libri che mi hanno colpito ho trovato interessante Natale bianco, Natale nero, di Beatrice Fontanel e Tom Schamp edito da Jaka Book, per parlare di differenze che ci uniscono.

Trovo particolarmente azzeccato leggere anche l’Abete, fiaba di Hans Christian Andersen per bambini che non apprezzano le cose sul momento in cui le vivono e che hanno furia di correre verso qualcosa da conquistare frettolosamente. Anche Dodici doni per Babbo Natale di Mauri Kunnas, edito da  Il gioco di leggere, è un bel libro che stimola l’attenzione verso i dettagli.

Ma i libri belli sono tanti, basta sceglierli con cura fra le pagine dei cataloghi di case editrici che conoscono le menti bambine, che espongono illustrazioni piacevolissime alla vista e che evocano la pasta con cui sono fatti i desideri ed i sogni.

A breve una cernita fra le migliori case editrici che bisognibambini scopre e predilige …

M.C.

Nella mia attività quotidiana non incontro solo genitori fortemente motivati ad accogliere bambini che hanno origini lontane dalle loro, che adottano una vita “altra” e diversa dalla loro per progettare un percorso di crescita comune e speciale.

Nel corso della definizione delle procedure di adozione incontro nonni speciali, nonni che, anche se già nonni biologici, dichiarano: “sì, voglio un bene incondizionato ai miei nipoti, ma…lui, ma lei…. è un’altra cosa, è diverso, è prezioso, è delicato …è speciale”. Le parole sono spesso strozzate da lacrime di sale puro. 

Quando li osservo e li ascolto mi viene in mente un piccolo grande capolavoro del maestro Andrea Camilleri, Magaria, edito dalla Mondadori nel 2013 e illustrato magicamente da Giulia Orecchia. 

Il rapporto figli-nonni, a rigor di logica, è più breve nel tempo rispetto a quello che lega i figli ai genitori. Qualitativamente lo stesso rapporto è nei suoi contenuti molto più variopinto ed incantato.

Esso è fatto di storie infinite, di sapori indelebili e di colori impercettibili che si imprimono nella memoria fino alla fine dei tempi. 

C’è un filo che unisce i bambini ai propri nonni e viceversa che non si recide e che intesse due realtà temporali che a loro volta si uniscono e si mescolano  senza soluzione di continuità, ma solo di eterno. C’è un filo che non so da chi è tessuto. 

Mi piace pensare che, al di là delle rughe dei nonni e al di là delle gote rubiconde di bimbi degni di speranza, ci sia

magia ed incantesimo

due ingredienti che non devono mancare mai all’inizio ed alla fine di ogni storia.