I DONI DELLE VECCHIETTE ALLE BAMBINE E AI BAMBINI

Oggi è il giorno della befana, una donnina che porta i doni ai bambini, bravi e buoni come racconta la tradizione.

In questa festa mi viene in mente un’altra donnina dall’aspetto ancora più bruttino, forse orripilante che è la Baba Yaga. Una donnina molto vecchia, non curata, unghie lunghe di mani e piedi, denti inesistenti, mento adunco, che viaggia su un mortaio e direziona il suo volo con una scopa fatta di capelli.

Ai suoi comandi ci sono mani operose e tre cavalieri che scandiscono le sue giornate: l’alba, il sole e la notte.

Nella fiaba di Vassilissa, la Baba Yaga è un personaggio fondamentale perché trasmette un sapere ed una saggezza cruda e cinica, ma vitale per le bambine, le quali la incontrano quando è buia la loro notte, quando le difficoltà emotive le mettono a dura prova e sembra che la vita sia spenta.

Vassilissa è una bimba orfana di madre. La sua mamma, da brava mamma, le ha ricordato in punto di morte che una bambina deve ricorrere alla sua saggezza interiore sempre. Un tesoro che esiste dentro ogni bimba solo per il fatto che è la propria mamma che lo trasmette e che lo verbalizza. Questo è il segreto delle bambine che un giorno saranno donne forti e complete!

La bambolina fatta a sua immagine e somiglianza, che Vassilissa tiene nella tasca del vestito e che la mamma le raccomanda di interpellare in qualsiasi momento la piccola abbia un dubbio o un timore, è la voce della saggezza femminile che si tramanda di madre in figlia.

La Baba Yaga, sarà anche orrenda, ma è quella parte nera che ricorda all’animo femminile la sua capacità di operare nella realtà più ingrata e più difficile. Baba Yaga sapeva che Vassilissa ce l’avrebbe fatta a riportare il fuoco, il calore, la luce nella sua vita, nonostante la solitudine a cui la morte della madre l’aveva costretta e nonostante la ferocia di figure femminili (matrigna e sorellastre) che non conoscono saggezza, ma solo egoismo!

La fine della fiaba è lieta, ma anche qui non è scontata. Seguire la saggezza che è nascosta dentro di sé porta comunque a buon fine. Infatti, se il fine è l’incontro con un uomo che apprezza le doti interiori o il fine è l’arte (filare, cucire, lavorare) che hai appreso con la tua forza e che ti sosterrà nella vita autonomamente, è la stessa cosa. Si raggiunge un obiettivo  scelto perché hai seguito i tuoi talenti in cui tua madre (o chi ne fa le veci)  ha creduto anche al tuo posto.

Vassilissa e la Baba Yaga, una fiaba da sussurrare a tutte le bambine che devono prima o poi tenere le loro mamme nel cuore, che devono mantenere quel “sottile filo rosa” tessuto dalle bisnonne, dalle nonne, dalle mamme e che filerà in futuro.

È naturalmente  una  fiaba toccante  che aiuterà tutti i bambini  a conoscere ed interpretare l’animo femminile che li ha messi al mondo.

 

 

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