BILLI ACCHIAPPAPAURA, Librì, Progetti Educativi, Firenze

“Mettiamo subito in chiaro una cosa: chi non ha almeno una paura è inutile che resti qua. Perché io insegno come si fa ad acchiappare le paure proprie e non quelle degli altri. Intesi?”

Billi ha un mantello pieno di colori, una barba che incornicia un viso paffuto, tra le dita una pipa magica ed in testa tante storie che servono a fare amicizia con la paura per poterla meglio governare.

Ogni bambino ha una sua paura. Il difficile per lui è tirarla fuori per affidarle la giusta dimensione e contrastarla con il coraggio. Ed infatti dalla danza fra coraggio e paura che Billy comincia a parlare ai quattro piccoli spettatori.

C’è il re che, ascoltando un cattivo consigliere, non pianta il seme della paura regalatogli dalla fata insieme al seme del coraggio, ma pianta solo il secondo non realizzando in questo modo alcun germoglio coraggioso!

“Senza paura non c’è coraggio” rimarca Billi a chi lo ascolta.

C’è il bambino che gioca e si diverte con Paura, una bimba piccola piccola. Ma nel momento in cui lui da’ retta a Spavento, egli comincia a temere la piccola amica, cosa che la fa crescere spropositatamente ai suoi occhi. Paura riesce a rientrare nelle giuste dimensioni quando il bambino ricorda di esserle amico!

C’è Piero che ha paura del lupo cattivo. Billi a lui racconta di un piccolo lupo che ha paura di cappuccetto rosso cattivo perché la nonna lo avvertiva di comportarsi bene altrimenti, gironzolando per il bosco,  avrebbe potuto incontrarlo e … così accadde! Ma alla fine Cappuccetto fu generoso lasciandogli la merenda.

C’è l’orsetto che ha paura del buio, ma con lui la luna nel cielo scuro è proprio buona regalandogli occhiali attraverso i quali riesce a vedere al buio le cose illuminate dalla luce lunare. Il mantello di Billy ne custodisce quattro paia di quei magnifici occhiali che sono distribuiti, quindi, ai quattro bimbi.

C’è il bambino che ha paura dei brutti sogni … uno in particolare si era intestardito con lui ogni notte. Ma a quel punto una geniale trovata della nonna gli ha permesso di cancellarlo con la matita una volta riapparso,  per sempre e per non tornare più.

C’è l’uccellino che ha paura di lasciare la mamma, il nido e tanta sicurezza attorno a sé non permettendosi di crescere e di diventare autonomo. Alla fine, grazie al’ingegno di una piuma, azzarda il volo e ci riesce stupendosi di se stesso.

C’è il topino che per vincere la paura dei fulmini impara a misurarli dimenticandosi, ormai impegnato con i numeri, della stessa paura.

C’è un ospedale cupo per bambini che non conosce la potenza del sorriso contro la tristezza e la malattia, ma che riesce a illuminarsi grazie alla stessa  che entra prepotentemente tra i corridoi ed i letti dei piccoli pazienti.

Ed infine c’è Margherita, la voce del libro, che non ha fiducia in sé e non crede di essere bella. Con la complicità di una farfalla variopinta, Margherita si trasforma in troppi fiori che con le loro corolle coprono la sua identità originale. Solo quando la nostra bambina si specchia e non si riconosce, apprezza  tutta la bellezza che racchiude il suo viso.

E ci sono le rime di Billi che promettono di danzare nella memoria dei bambini quando le useranno al momento opportuno.

Coraggio, emozioni da sperimentare, autostima e dialogo sulla paura: tutti validi ed ingegnosi strumenti di supporto alla consapevolezza emotiva che aiutano a crescere i bambini in modo equilibrato.

Maria Loretta Girardo ha creato un menu di storie che aiutano anche i grandi a parlare con i bambini delle paure. Giulia Orecchia, dal suo canto, accompagna eccellentemente il  vivace mondo di “colori emotivi” che spiccano tra le pagine.

Colori che calzano a pennello su emozioni che spesso e ancora non hanno riscontro verbale per i piccoli che le vivono, ma dalle quali rischiano di essere sommersi.  

 

https://www.progettieducativi.it/prodotto/billi-acchiappapaura/

 

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