VACANZE, BLEXBOLEX, ORECCHIO ACERBO, 2018

Un silent book. Una novità per bisognibambini. Come sempre, per grandi e piccini.

Figure ed immagini d’altri tempi,  disegni, segni e colori definibili nei loro volumi bidimensionali, che ispirano fiducia, che accompagnano la lettura fedele di chi, con il proprio mondo emotivo, vuole essere ispirato e coccolato tirando il freno a mano della quotidianità e ascoltando i rumori del treno, dei risvegli nelle mattine di vacanza, dei campi, degli alberi e dei sentimenti di fratellanza e di amicizia, dello spirito infantile, puro, istintivo e limpido, di cuori elementari che non giudicano la differenza, ma che la scrutano per imparare a conoscersi meglio.

Autore di fama mondiale, BlexBolex ci regala un’opera d’arte edita da Orecchio Acerbo che nelle mani di una bambina o di un bambino diventa un capolavoro quando, con fantasia, intelligenza ed immaginazione, loro, piccoli lettori, regalano alle figurazioni le parole non scritte. 

La protagonista è legata al nonno tanto da trascorrere l’estate con lui. Il nonno è generoso nonché saggio e pensa alla sua crescita invitando un ospite a sorpresa per trascorrere il tempo libero con la nipotina affinché lo stesso tempo diventi costruttivo per la vita.

La piccola, che ama l’esclusiva, intesse un rapporto conflittuale con l’ospite a sorpresa, piccolo elefantino tanto diverso da lei, ma che come lei vorrebbe compagnia.

È sempre il nonno a mediare e d’un tratto inventa una festa in maschera, che tutto cambia e tutto trasforma, per mitigare le incomprensioni e le ripicche nate tra i due piccoli “nemici”. Lei, triste, segue nella notte stellata le luci del fuoco e rotola in un sogno a occhi aperti nel quale incontra un bambino con cui entra in sintonia.Il giorno seguente l’elefantino deve prendere il treno, deve far ritorno a casa. La piccola protagonista non ha alcuna voglia di accompagnarlo, ma il cappello da marinaio che lui lascia sul pavimento la invoglia a correre per i campi e a raggiungere il nonno che con l’elefantino è diretto alla stazione. Non ci riesce, ma da lontano, durante la corsa, vede passar il treno ed un bambino al finestrino, proprio l’amico del sogno, che la saluta agitando felice il braccio, ma a tratti è l’elefantino che agita la zampa, felice. Chi c’era quindi a salutarla? Il bambino amico perfetto del sogno o l’elefantino così diverso? E se fossero la stessa persona?

 

 

E se l’amicizia fosse anche scaramuccia e non solo rapporto pacifico? Non ci è dato saperlo rimanendo attaccati alle pagine ingegnosamente dipinte che ci restituiscono un finale incerto, ma possiamo inventarlo con le parole, proprio quelle che la grammatica della fantasia, insita in ciascun cuore infantile e potente, possiede.

Sì, questo sì!

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