RODARI SOTTO L’OMBRELLONE

Sotto l’ombrellone di ferragosto, quando le torri di sabbia non possono essere innalzate perché il caldo la sa più lunga di tutti noi messi insieme, per mamma, papà e bebè è possibile cullarsi con un bel gioco di parole che fa fare ginnastica alla fantasia. Si tratta del “binomio fantastico”.

La fantasia di cui stiamo parlando è quella di stampo rodariano, quella che si nutre di razionalità, di esperienze e di emozioni. Non si tratta di fantasticheria che, di contro, è sinonimo di stravaganza ed irrazionalità, no non è così. 

La fantasia è quella funzione della mente che rimane fondamentale a tutte le età. È quella funzione che, ahimè, sostiene RODARI, viene mortificata propria a scuola, luogo in cui dovrebbe essere maggiormente sviluppata, ma in cui spesso il bambino impara in modo posticcio ed arido. Il bambino deve imparare a ragionare. 

Come ragiona un bambino?

RODARI è convinto che la mente del bambino è molto simile alla mente di uno scienziato. Egli sostiene che la mente infantile lavora come quella di Isacco Newton con la sua mela: quando il frutto gli cadde in testa, cominciò a ragionare, a fare ipotesi, ad immaginare a fare esperimenti fino a scoprire la legge di gravità.

L’importante per Newton è non permettere alla mente bambina di lasciarsi ingabbiare nel pensiero dominante e convergente, dando, al contrario, spazio all’immaginazione e al pensiero divergente. 

Nel 1973 la grammatica della fantasia viene pubblicata consentendoci di riflettere sul tema fantastico perché consiste in un’esposizione sistematica della fantasia. Il testo può essere considerato, in tal senso, un trattato altamente prezioso, più di migliaia trattati di pedagogia accademica. 

 

Una bella storia nasce solo da un binomio fantastico …

Nel 1941 Gianni RODARI vince il concorso magistrale e diventa maestro di ruolo. In classe sperimenta sin da subito la didattica innovativa del binomio fantastico.

Due parole distanti tra loro, estranee l’una all’altra, ecco gli ingredienti fondamentali. Il procedimento è semplice perché basta creare tra loro un rapporto collegandole con una preposizione articolata:

il cane con l’armadio

il cane sull‘armadio

il cane nell’armadio

……..

Da La grammatica della fantasia:  

“ l’armadio del cane … un’idea per architetti, designers, arredatori di lusso. È fatto per contenere il cappottino del cane, la serie delle museruole e dei guinzagli, le pantofole antigelo, l salva coda con nappine, gli ossi di gomma, i gatti finiti, la guida delle città (per andare a prendere il latte, il giornale e le sigarette del padrone)….”

Sotto l’ombrellone, quindi, perché non provare a lavorare con le parole distanti per creare una storia unica, irripetibile nella sua originalità e …  bella, semplicemente bella? 

Questo è un esercizio per grandi e piccini perché la lingua italiana va trattata bene, sempre!

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