angolo punto e a capo     

Una mamma ferma su un “no” motivato, destinato al suo bambino, rischia di essere barattata con un’altra mamma uscita fresca di fabbrica, come desidera suo figlio, arcistufo di no, di devi, di sbrigati, di fai, di smettila, di metti in ordine e … chi più ne ha più ne metta. 

Attente, quindi, mamme: il rischio è dietro l’angolo! Esiste una fabbrica delle mamme che sforna mamme ad immagine e somiglianza dell’ideale di ogni bambino che voglia vivere sereno e fare quello che più gli aggrada.

Il piccolo Nino ci ha provato. La mamma dice no al gioco del pallone ad oltranza e lui, arrabbiato, dice che vuole un’altra mamma. E lo dice proprio alla sua di mamma!

Lei, amorevole come non mai, pronta a fare tutto per suo figlio, lo accompagna proprio davanti al cancello della Fabbrica delle Mamme e lì aspetta che Nino entri e ne esca con una mamma-sostituta.

Nino, guidato sempre dalla rabbia verso la mamma, si fa coraggio ed affronta passo passo ogni tappa che un omino buffo vestito come un soldato di piombo, gli indica, prendendo nota delle caratteristiche della nuova mamma.

Il percorso verso il nastro scorrevole da cui uscirà la nuova arrivata, è fatto di corridoi stretti, di saloni di specchi, di damaschi, di stanze piene di ordine, insomma cose serie, che incutono un certo timore a Nino il quale inizia a vacillare. Il nostro piccolo protagonista chiede tante cose, chiede le cose che già in verità chiede alla sua mamma quando disobbedisce o quando deve necessariamente ubbidire.

 

Una mamma dolce, con un naso piccolo per non sentire l’odore dei piedini sudati, con una grande bocca che la terrebbe occupata a parlottare con le amiche, invece di stare a controllare lui senza sosta, che gli prepari cose buone da mangiare, che sappia costruire navicelle spaziali  e, magari, che lo prenda per la mano … e lo traghetti sulla sponda sicura … come ha sempre fatto! Ecco, davanti allo specchio in fondo e accanto al nastro scorrevole, Nino si riflette e … riflette su … chi vuole veramente accanto a sé ora che è solo? Chi sta lasciando dietro di sé? Per incontrare chi? 

È grande il timore, ma è chiaro che ora Nino deve solo correre, voltare le spalle e correre a ritroso verso la sua mamma sicura. Lei è lì, lo è stata durante il grande momento di rabbia e di rifiuto di Nino. Ci sarebbe stata comunque.

Lì, dove l’ha accompagnato, fuori dal cancello, Nino l’ha ri-trovata.

I genitori quasi perfetti, o meglio sufficientemente buoni, non si preoccupano troppo delle proprie imperfezioni  (Bruno Bettlheim)

Il linguaggio è diretto, la scrittura in stampatello maiuscolo, le immagini piene di colori pastello sfumati, appena usciti da una pennellata lasciata lì ad arte e che assecondano i movimenti dei protagonisti,  tutto un insieme indovinato per comunicare un inconfondibile messaggio educativo e pedagogico.

Claudia Mencaroni e Giulia Cregut hanno abilmente creato una piccolo grande capolavoro  nel panorama della verbavolant edizioni. Un albo illustrato vincente che può essere punto di partenza anche per un laboratorio di lettura finalizzato a coniugare l’ autorevolezza dei genitori, il rispetto delle regole ed il legame inscindibile che deriva dai primi due ingredienti familiari.

M.C.

VERBAVOLANT EDIZIONI