Ho  già parlato della cura dei papà nei confronti dei loro piccoli. Della dedizione che li valorizzano quali papà empatici, affettuosi, relazionali, autorevoli, partecipi di una genitorialità consapevole e responsabile. Ecco dove per chi volesse leggere: qui e  qui

Ma incontro anche papà che hanno tanto bisogno di essere rassicurati circa le loro abilità genitoriali. Papà che temono di non essere all’altezza e forse che non hanno mai avvertito  nella loro infanzia e nella loro adolescenza quella spinta ad essere se stessi ed originali, a credere in sé, a dimostrare all’immagine che si riflette davanti allo specchio, la mattina prima di iniziare una giornata di lavoro e di responsabilità, di poter lasciare un’impronta.

A tutti quei papà che nascono quando nasce il loro bambino è dedicato PAPA’ ISOLA, Emile Jadoul, Babalibri

Tra le pagine del libro è la sua compagna di vita, la mamma del piccolo, a dare un impulso positivo all’autostima del padre:

nei nove mesi di gestazione si ha tempo sufficiente per crescere, consapevolizzare, temere, terrorizzarsi ed infine affrontare, più solidi ed uniti che mai, la nascita a tre punte: nasce un bimbo, nasce una mamma e nasce un papà.  

Il papà che non ha mai avuto l’abilità di sbrigare le cose grazie ai super poteri, può essere riportato, grazie a chi lo ama, con i piedi per terra e ridimensionarsi sulle proprie potenzialità e non su quelle degli altri, per poter alla fine accettare con grazia e tenerezza la propria specialità.

Il papà può fare tutto, quando tutto è relativo al proprio bambino.

 

Il bambino non si permetterà mai di comparare il suo papà ad altri eroi se, sin da subito, questi interviene per proteggerlo, difenderlo, cooperando con lui ad un binomio infallibile, al rapporto di spessore costruito costantemente con suo figlio:

le fondamenta di una struttura che da lì all’adolescenza in tal modo potrà vacillare, piegarsi per le oscillazioni, assestarsi secondo nuovi equilibri,  ma che difficilmente crollerà.