GIALLO MAX

GIALLO MAX, di Teresa Porcella, Giralangolo, Picture Books, 2018

 

C’è un cagnolino, Felix, che si muove tra il bianco, il nero ed il giallo dell’abile tratto di Lucia Mattioli, illustrazioni macchiate dal colore del sole per evidenziare il particolare degno di nota da quale volare verso inquadrature più ampie.

C’è un bambino di nome Max che legge una rivista illustrata, comodo sul divano, senza scarpe e con i calzini gialli. In casa tutto è normale, sul tappeto il disordine dei giochi macchiati di giallo.

C’è una pulce gialla di nome Alix che salta sul mantello peloso di Felix che ha il collare di colore giallo. Alix fa parte della famiglia di Max. Ha una vita tutta sua perché lavora in un circo e fa il salto nel cerchio con il suo domatore Sprix.

C’è la città di Brix dove tutto avviene, palcoscenico della storia. Una città che ha spazio per i bambini e per i grandi. Ospita il circo Minimaxi e l’aeroporto Airix.



Dal tappeto di casa si esce in città, si assiste ad uno spettacolo circense, si va all’aeroporto, si ammirano gli aerei che decollano, le piste di atterraggio, le scale gialle che aiutano i passeggeri in salita ed in discesa dagli aeromobili. C’è anche Diego, il pilota dell’aereo, con la cravatta gialla che sorride perché, alla fine del lavoro e della giornata, rientra in casa di notte.

Il papà di Max scende dall’aereo che ha guidato

Colpo di scena! Dallo spazio dell’attesa – ingannata dalle letture e dai giochi di Max e dal saltellare di Alix e di Felix – si passa all’abbraccio tra il  papà pilota e Max che pazientemente ha atteso a casa fra i suoi giochi, intrisi del suo papà, il suo rientro.

 

Max abbraccia il papà al rientro dal lavoro

È in una sorta di attesa circolare che Max, con il suo aereo giallo giocattolo, enfatizza il papà,

ai suoi occhi

positivo EROE

Cosa accade in chi ascolta questa storia tutta gialla? 

Chi legge le immagini e segue la storia attraverso le macchie gialle e le “x” che si rincorrono, riesce a dare senso e ordine al tempo che trascorre, sia all’esterno sia nella fantasia della propria mente-bambina

perché Max  insegna che, con il suo aeromobile giallo, gioca sapendo di “avere in mano” il suo papà nello spazio e nel tempo.

Il loro è un rapporto sicuro, l’attesa amplifica l’abbraccio e Max impara ad aspettare che le cose belle accadono, che il rapporto primario si realizza ogni volta con pazienza e  senso di sicurezza.

L’attesa occupata dal gioco crea spessore nel rapporto affettivo.

Max gioca con il suo aereo giocattolo

Alla fine della storia, Felix – di nome e di fatto – è felice, altrettanto lo sono Alix e Max.

Il nostro bambino che legge sul divano, ora è tra le braccia del suo papà Diego che ha guidato finora un aereo giallo proprio come ha fatto lui per gioco e “per finta” a casa.

Dal piccolo al grande, dal particolare al generale, dalla casa attraverso la città fino al cielo. Dal mondo dei piccoli al mondo dei grandi, da aerei giganti ad aerei giocattolo,  da circhi sulla piazza della città a tendoni in miniatura sparsi sul divano di casa.

Dal papà al figlio, entrambi avvolti in un abbraccio unico, più che particolare, quello di Max col suo papà.

Buona lettura a grandi e piccini. 

                                                                                                            M.C.


 





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