Qual è l’incanto della lettura ad alta voce promossa sin dall’età prescolare?
E’ possibile che la lettura del libri in tenera età aiuti a pianificare per le neonate generazioni  un mondo più bello, più pulito, più buono?
Quale contributo noi adulti possiamo offrire affinché il mondo bambino si adoperi sin da subito a creare un mondo nuovo?

Ho da poco parlato ad un pubblico di genitori attenti, ricettivi e desiderosi di riflettere su queste domande per le quali ho cercato risposte adeguate e realizzabili nel concreto sin da subito da lì al loro immediato rientro a casa quella stessa sera, dopo il seminario sui benefici della lettura ad alta voce.
Ho visto quegli adulti particolarmente affascinati dal concetto e dai contenuti dell’apprendimento dei bambini. È come se non si fossero mai sufficientemente soffermati sulla propensione dei bambini ad immaginare come potrebbe funzionare il mondo, ma fossero fermi sull’insegnar loro come funziona il mondo, il mondo dei grandi.
Noto spesso che i genitori sono probabilmente sempre e troppo concentrati a trasmettere la propria visione dell’ambiente, della società, della città e così via, preoccupati di difendere, proteggere e preparare i loro figli al peggio più che al meglio.
In fondo, l’educazione è prima di tutto trasmissione di comportamenti, valori, principi morale che viaggia sul linguaggio non verbale, sull’imitazione diretta di azioni e atteggiamenti.
I genitori, a volte inconsapevolmente, educano a propria immagine e somiglianza anche quando tentano di nascondere modi di relazionarsi alle cose non consoni all’età dei loro piccoli o quando prendono le distanze dagli altri in virtù di un egoismo non giustificato, in particolare quando sono canalizzati e ipnotizzati dallo scroll del loro smartphone.

MA I BAMBINI  NON DEVONO FAR ALTRO CHE “APPRENDERE” CON GLI OCCHI SPALANCATI SUL MONDO DEI GRANDI, CHE E’ LORO A TUTTI GLI EFFETTI.
I BAMBINI DEVONO AVERE GLI STRUMENTI PER:
  1. IMPARARE COME FUNZIONA IL MONDO 
  2. IMMAGINARE COME POTREBBE FUNZIONARE
nel seminario abbiamo lavorato con successo e positività sul secondo assunto:
la lettura ad alta voce, la lettura condivisa, lo spazio da dedicare con pazienza e con piacere alle pagine di un buon libro (basta poco), tutto ciò permette di creare una relazione affettiva ed un legame indissolubile fatto di fiducia e sentimenti puri, attraverso i quali si veicolano strumenti di indagine e di conoscenza universali.
quindi l’immaginazione, la fantasia, l’affinamento di capacità cognitive, la capacità di prevedere, creare e inventare nuove scenari, nuovi finali di storie affascinanti, di essere i promotori di eventi fantastici ma realizzabili, … ecco non è poco!
Questo accade leggendo un libro con i bambini:
Accade che la storia, le storie, le fiabe, le illustrazioni dei silent books, fanno diventare i nostri bambini i costruttori di mondi nuovi, migliori dei nostri.
Fanno diventare noi adulti, che viaggiamo con loro tra le parole dei libri, tra i suoni onomatopeici, tra i  silenzi e le pause di immagini che rapiscono anche la nostra attenzione, felici ed orgogliosi di essere un giorno superati in fatto di conoscenza e di pianificazione del futuro proprio da chi abbiamo messo al mondo.
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Nubeocho è una casa editrice che cerca di arrivare a toccare il cielo” attraverso scelte editoriali studiate con serio impegno pedagogico. Per noi è la scoperta piacevole di un luogo didattico in cui si promuove il rispetto per la diversità, l’uguaglianza, l’impegno sociale e l’educazione emozionale delle prime esperienze nella vita dei bambini.

Bisognibambini ha incontrato Nubeocho attraverso il libro illustrato Adottare un dinosauro, un testo vivace fatto della tenerezza di sentimenti vissuti dalla piccola Ale nel momento in cui si sente sola e desidera la compagnia di un animale o di un fratello.

La copertina di un testo è importante specialmente quando si maneggia un libro illustrato destinato ai bambini. Ana Sanfelippo ha disegnato Ale, una bambina con un fiocco a pois in testa, che sorride mentre tiene in equilibro un dinosauro che non incute assolutamente paura, anzi! Ride giocoso anche lui a dispetto della stazza di circa quattro volte più grande di quella della piccolina. L’illustratrice argentina definisce gli ambienti esterni ed interni con allegria, ghiribizzo e – proprio come sceglie di definire il suo lavoro –  “mescola acrilici, inchiostro e matite per scenari dai colori vibranti”.

Scrittore, raccontastorie e clown, José Carlos Andrés sembra quasi dipingere sulle immagini della Sanfelippo le parole giuste della storia di Ale e dei suoi sogni.

Il tempo in casa non passa facilmente e Ale si annoia tra i desideri che esprime ad alta voce.

Ale desidera compagnia, vuole un amico per i suoi giochi, forse una specie di fratello, qualcuno che la stupisca e le faccia tornare il sorriso di cose nuove che fanno crescere bene.

Dal lunedì alla domenica successiva non è altro che una richiesta dopo l’altra ai suoi genitori esausti. Vuole il cane … no il gatto, anzi, la tartaruga! Eh no, a pensarci bene, un pappagallo variopinto o un ragno minuscolo. Ma perché non una gallina? E, visto che non badiamo a proporzioni, scegliamo una giraffa o un maiale o … un elefante viola.

Ma la regola in casa è una e solo quella: niente animali in casa!

Imbronciata Ale sembra rassegnarsi. Il mattino successivo al rientro in bicicletta da scuola trova un enorme uovo nel parco che, credendo abbandonato, porta a casa dove cerca in tutti i modi di nasconderlo agli occhi dei suoi genitori.  

A quel punto Ale decide di prendersi cura dell’uovo gigante nella sua cameretta. Lo accudisce rendendolo più umano  con occhi, naso e capelli. Gli racconta anche le storie prima della nanna fino a che il venerdì, a seguito di tutto quel calore profuso da Ale, l’uovo si schiude e viene fuori un cucciolo verde di dinosauro.

Festante come mai, Ale si presenta a mamma e papà e formula un’ennesima richiesta: “Voglio un dinosauro!”

L’assurdo desiderio di Ale espresso alla mamma e al papà fa capitolare i due ignari della verità che, alla fine, le accordano di adottarlo se lei ne individua un esemplare, sicuri della stramberia della piccola. Purtroppo per loro, il dinosauro è già in casa e ne fanno la conoscenza quando Ale lo porta in salotto in braccio destando il disorientamento, nonché la paura dei due adulti.

Kimo, il piccolo di dinosauro appena nato, è un cucciolo speciale e anche mamma e papà se ne accorgono presto. Ale non si stupisce mai della particolarità di Kimo, della sua grandezza, della sua diversità, della sua differenza.

Kimo, in giro per il parco con Ale, desta stupore e terrore al contempo negli adulti, mentre i bambini, che non sono mai imbarazzati dalle differenze, giocano con lui a più non posso.

Accade però che un ruggito echeggia nel parco e Kimo riconosce un suono familiare. Due saltasauri si avvicinano e riconoscono il loro cucciolo. I bambini di fronte alla verità continuano a giocare e a saltare. Kimo prima di andare via definitivamente con i suoi genitori saluta Ale festoso e lei ricambia.

Kimo in casa di Ale lascia un profondo vuoto tanto che mamma e papà propongono un’altra adozione, ma Ale non vuole sostituire Kimo con nessuno per un fatto molto chiaro. Di tanto in tanto è proprio il piccolo amico dinosauro a raggiungere Ale, a spiare dentro casa e a richiamare l’attenzione della piccola amica-sorella con cui fuori fa capriole e giravolte. 

I bambini intercettano sempre la verità. Quando costruiscono un legame, sono capaci di aspettare il tempo in cui esso si realizza. Ale, come tutti i bambini che sanno desiderare ed ottenere le cose necessarie a permettere loro di crescere, aspetta fedelmente l’amico. Questa è la fiducia che i bambini insegnano ai grandi.

I bambini accettano anche che qualcuno, bisognoso di affetto sincero, si riposi nel loro nido accogliente per il tempo giusto che i suoi genitori trovino la strada giusta. Questo è la sintesi dell’affido.  

I grandi possono anche rimanere fermi sulle loro posizioni, ma arriverà sempre un bimbo che farà vacillare le loro verità. Questa è la potenza creativa ed elastica dei bambini contro la presunzione e la rigidità degli adulti.

I grandi, a volte, sostituiscono gli affetti per non sentire il dolore della solitudine. I bambini invece riempiono i vuoti con il ricordo delle cose belle trascorse nei bei momenti e le … riportano in vita! Questa è la LORO  saggezza.

Grazie Nubeocho! I grandi rifletteranno sulla saggezza di Ale ed i bambini avranno più libertà nello scegliere di guardare negli occhi anche chi non somiglia alla loro immagine riflessa allo specchio. 

                                                                                                                               M.C.





Autrice di “Indovina la fiaba!” della Giunti Editore, Eva Rasano ci contagia con un silent book curioso, simpatico ed azzeccato! Parlavamo nella recensione precedente della paura, una cosa seria per i piccini, ma anche per i grandi ed in soccorso giunge l’ingegno della Rasano.

Nei suoi disegni, l’autrice sminuisce con particolare tatto la fama secolare del LUPO NERO che nella sua creazione diventa il protagonista delle fiabe più importanti e cruciali per generazioni di bambini, compresi noi.

Un silent book è interattivo giocoforza! È un portento per interagire con bambini di tutte le particolarità, piccini e grandicelli. un libro potente anche nella costruzione della relazione educativa. Chi segue le immagini con il bambino deve costruire la relazione verbale, quindi inventare, attendere che escano le parole di chi ascolta, rispettarle, amplificare le emozioni che suscitano i colori, i movimenti e i fermo-immagine.  Il silent book supera le barriere linguistiche e culturali, se si vuole.  

È adatto a dare profondità all’immaginazione, alla fantasia e al pensiero divergente. Esso è creatività pura fatta albo illustrato!

Questo silent book costringe con bontà a parlare e ad indovinare il contesto fiabesco che si presenta su due pagine di libro spalancate sotto lo sguardo incuriosito di chi legge le immagini e le rappresentazioni grafiche.

Cosa accade calandosi fra le sue pagine? Si apprendono e si inventano parole, si sprona la pigrizia linguistica, si contestualizza la storia, si narrano gli eventi già conosciuti a menadito o da conoscere, stuzzicati dai numerosi particolari ritratti sul cartonato.

“Indovina la storia!” ha l’abilità di provocare la memoria, di veicolare anche quei messaggi leggermente ostici che appartengono alle fiabe classiche, traboccando dal perimetro che la storia impone e magari alleggerendo la serietà imposta dall’impronta classica.

È credibile Biancaneve vestita di tutto punto con la gonna gialla, il corpetto rosso e le maniche a pon pon azzurre, con un muso lungo nero e con sette lupacchiotti con il cappello da gnomo sul capo che la guardano rapiti? Sì, penso proprio di sì! 

E Aladino-lupo con il turbante in testa?

E La Principessa sul pisello che dorma su materassi che ricordano una torta a strati?

Ed il Brutto Anatroccolo-Lupo che galleggia accanto ai cigni?

Ma è strabiliante il lupo Cappuccetto Rosso che incontra … il lupo della fiaba!

Colori e tratti forti e decisi come le 19 fiabe che portano dentro messaggi eterni che sedano le paure dei bambini, i loro conflitti emotivi,  la mancanza di risposte alle loro domande complicate e che, in verità, li proiettano verso un approccio positivo alla vita. Il finale delle fiabe è sempre positivo: “tutto e di più” può accadere nella trama, ma alla fine tutto si risolve e la serenità torna a splendere nell’anima bambina.

Se poi un lupo simpaticone aiuta, che altro desiderare?