PERCHE’ “COSTRUIRE IL TEMPO” PER I NOSTRI BAMBINI

Quando i nostri bambini si svegliano al mattino, l’abilità di noi adulti è quella di incastrarli subito fra le rotelle di un meccanismo routinario che li imbriglia tra movimenti, rincorse, sveglie, orari di autobus, di clacson di macchine sempre più numerose, di doppie file accanto ai marciapiedi, di semafori strillanti, di ritardi di mamme, di papà di fratelli e sorelle, di campanelle di scuola puntualissime, di spezzoni di vita quotidiana che si ripetono giorno dopo giorno uguali gli uni agli altri e, … in sostanza, di un caos che non è proprio “bambino”, non appartiene affatto ai ritmi dei bambini, anzi non è mai “caos bambino”. Ricordiamolo sempre: il tempo del lavoro, con la sua suddivisone in fette di giornata organizzata fra lavoro, pasti, riposo, svago, è una convenzione funzionale solo al mondo adulto. Esso è del mondo dei grandi. 

I bambini, è vero, devono imparare a vivere dentro le 24 ore per poter scandire la giornata attraverso significati importanti, che calzano con le attività giornaliere nel rispetto dei loro diritti, con il gioco, il divertimento, la scuola, i pasti, il sonno, gli affetti, la relazione amicale quindi, con la costruzione del Tempo

Impariamo, pertanto, ad essere compartecipi di questa costruzione importante. Affrontiamo con i nostri bambini un percorso graduale che condurrà alla percezione del LORO tempo, in primis, e della routine quotidiana in cui entrambe le parti (bambini e caregivers) sono coinvolti con consapevolezza.

Qual è il modo più divertente per imparare il TEMPO? 

Premesso che:

L’elaborazione del senso del tempo avviene in aree diverse del cervello (lobi frontali, temporali e parietali, sistema limbico, gangli della base, cervelletto). Questo significa che lungo l’arco della maturazione (crescita) del cervello durante i primi mesi di vita, il bambino elabora il senso del tempo parallelamente allo sviluppo dello stesso cervello:

a 18 mesi il piccolo ha il senso del presente immediato

a 30 mesi comincia a elaborare quello del futuro 

a 3 anni, dopo la maturazione dei centri della memoria, quello del passato

Bi-sogni-bambini, nella convinzione che le parole, i libri e la voce sono strumenti, se di qualità, vitali per la crescita migliore dei nostri bambini, crede che il presente, il futuro ed il passato possono essere compresi dai piccoli acquisendo una sana e piacevole abitudine serale.

A fine giornata, prima di immergersi nel mondo dei sogni e prima di leggere una storia sfogliando il libro dell’occasione, mamma o papà possono raccontare le sequenze della giornata appena trascorsa, dal risveglio al momento del sonno, narrando una storia (la storia del giorno) che ha un inizio, una prosecuzione ed una fine.

SI CONCLUDE UNA GIORNATA IN CUI IL BAMBINO PRENDE CONSAPEVOLEZZA DI AVER FATTO TANTE COSE, IN CUI E’ PROTAGONISTA DI EVENTI, AZIONI E COMPORTAMENTI, IN CUI GLI ALTRI HANNO UN MOTIVO DI ESISTERE ED ANCHE LUI NE ACQUISISCE UNO TUTTO SUO.

SI CONCLUDE UNA GIORNATA CHE, IN MODO NATURALE, E’ COLMA DI COSE, DI SPAZI, DI PIANTI, DI RISATE, DI TRISTEZZE MOMENTANEE E DI SORRISI RIPARATORI,  DI PAROLE, DI SILENZI, DI MOVIMENTI E DI PAUSE. 

Il racconto delle azioni che si sono succedute durante la giornata, associato alla descrizione dei comportamenti, alla minuziosità dei dettagli annessi, alle emozioni vissute da tutti i protagonisti delle situazioni che si sono avverate, la verbalizzazione dei sentimenti scaturiti da tutto ciò, anche attraverso l’uso di parole all’apparenza difficili, sono da considerarsi passi fondamentali e vincenti a più livelli per la comprensione temporale da parte dei nostri bambini.

I bambini, poco per volta, sapranno sistemare i loro ricordi uno dietro l’altro, donando ad essi un senso che è, prima di tutto, carico di affettività in quanto veicolato dalla voce affettiva.

È proprio come accade con la lettura ad alta voce!

Si allenano le diverse aree del cervello quali le visive, le cognitive, le affettive e le emozionali dando uno slancio considerevole  all’arborizzazione sinaptica che è deputata allo sviluppo funzionale del cervello, della mente della creatività, anche precoce (perché no?).      

La capacità di riflessione astratta sul tempo, in cui è coinvolta anche l’immaginazione, arriverà alle soglie dei 12-13 anni.

Se argomentare la giornata diventerà una sana abitudine serale nei primi tre/quattro anni di vita, probabilmente sarà più evidente la competenza linguistica che i nostri figli padroneggeranno nel corso della loro crescita e dell’evoluzione cognitiva. Di ciò sarà testimone anche la loro prestazione scolastica che rileverà, proprio nei bambini esposti a tale stimolazione linguistica, facilitazioni in diversi ambiti. Sarà evidente in loro il passaggio dalla combinazione  di parole alla produzione di enunciati complessi, si manifesteranno ampliamento lessicale e produzione autonoma di difficili episodi narrativi. Cionondimeno questa sana abitudine lavorerà anche su un piano di prevenzione delle difficoltà del linguaggio e dell’apprendimento.

In qualsiasi caso, i nostri bambini saranno maggiormente pertinenti nelle loro competenze comunicative, un passaporto che agevolerà la relazione educativa relativa ai differenti contesti in cui si muoveranno e in cui noi ci muoveremo con loro.

Buona narrazione e buona storia del giorno!

M.C.

 

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