ADOZIONE

” SI DICE CHE LA FAMIGLIA NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON I LEGAMI DI SANGUE, MA CON LA MANO CHE QUALCUNO CI TENDE” 

 La felicità delle piccole cose, Caroline Vermalle

 

Un figlio non è solo quello che viene al mondo dal tuo corpo di donna;
è anche e soprattutto quello che ti viene affidato;
quello che tu accogli fra le braccia e che le tue braccia
riscaldano e nutrono di un amore infinito e senza riserve.
                                                                               Una mamma adottiva

Come si diventa mamma? E come si diventa papà?

Belle domande! Ma, senza scadere nell’ovvietà, i modi sono diversi. Vediamone alcuni o tentiamo di elencare tutti i modi possibili:

{  Si cerca e si trova il partner della propria vita, ci sia ama tanto, ma talmente tanto che si decide di fare un bambino. Si aspettano circa nove mesi e poi nasce un bambino o una bambina.

{  Dopo aver aspettato nove mesi, si prova e si riprova, si aspetta (invano?) altro tempo e poi si decide che il bambino o la bambina forse hanno bisogno di uno sprint esterno, di un incoraggiamento in provetta prima di sentirsi stretto nella pancia tonda della futura mamma.

{  Si cerca e si trova il partner della propria vita, ci si ama tanto, ma talmente tanto che si decide di fare un bambino. Dopo aver aspettato nove mesi, si prova e si riprova, si aspetta (invano?) altro tempo e poi si decide che il bambino e la bambina possono arrivare da un’altra parte della città, della nazione o del mondo! In pratica si inizia a conoscere il significato dell’adozione di un bambino o di una bambina o di più bambini.

{  Si può anche decidere di fare la mamma o il papà a tempo determinato, quindi si va al comune della propria città, si parla con l’assistente sociale al quale si offre la propria disponibilità ad avere in affido un bambino o una bambina la cui famiglia d’origine ha qualche difficoltà in corso di soluzione. A tempo determinato perché, dopo questo tempo, si intende fare la mamma a tempo determinato per un altro bambino o un’altra bambina! Così si fanno felici tanti bambini.

Oggi parliamo del caso in cui si decide di adottare

      Primo passo: recarsi presso il Tribunale per i Minorenni e parlare con la cancelleria delle adozioni per avere la lista dei documenti da presentare.

      Secondo passo: uscire dal Tribunale, programmare i vari passi da fare per la produzione dei documenti richiesti, esultare… chi ben comincia è a metà dell’opera!

      Terzo passo: passato l’entusiasmo, sedersi al tavolo e guardarsi negli occhi. Bene bene.

Chi inizia a pensare l’adozione, deve aver chiaro chi andrà ad accogliere. Il bambino o la bambina o i bambini provengono tutti da una famiglia d’origine. Hanno una storia, seppur breve quando piccolini, ma hanno una storia che li lega a doppio filo con le radici del proprio mondo, le stesse radici che dalla profondità della terra portano in alto la linfa che li proietterà verso il cielo con vesti nuove con le quali rispetteranno i genitori adottivi, ma la loro identità sarà edificabile solo conoscendo quelle radici e quella linfa. Ci state a questa realtà? Riuscirete ad accettare che sarete la famiglia in più? Quella che li aiuterà nella costruzione della propria originale e stupefacente, quanto meravigliosa identità? Troverete quanto prima possibile il modo di dire a lui o a lei o a loro che voi siete i genitori del cuore? Anche nel caso in cui il vostro bambino non abbia la pelle di cioccolato o gli occhietti a mandorla? (troppo facile sarebbe!) Quindi, anche nel caso che il bambino che adotterete sia molto simile o somigliante (eh sì…accade spesso cosi) a voi?

Bene, procedete e… tutta la vostra vita cambierà!

http://www.bisognibambini.com/2017/02/22/i-colori-delladozione/

http://www.bisognibambini.com/2017/02/20/la-mia-famiglia-selvaggia/

http://www.bisognibambini.com/2017/02/26/adozione-accesso-alle-origini/

 

http://www.edizionilpuntodincontro.it/?refid=12513

 

 

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