“Mettiamo subito in chiaro una cosa: chi non ha almeno una paura è inutile che resti qua. Perché io insegno come si fa ad acchiappare le paure proprie e non quelle degli altri. Intesi?”

Billi ha un mantello pieno di colori, una barba che incornicia un viso paffuto, tra le dita una pipa magica ed in testa tante storie che servono a fare amicizia con la paura per poterla meglio governare.

Ogni bambino ha una sua paura. Il difficile per lui è tirarla fuori per affidarle la giusta dimensione e contrastarla con il coraggio. Ed infatti dalla danza fra coraggio e paura che Billy comincia a parlare ai quattro piccoli spettatori.

C’è il re che, ascoltando un cattivo consigliere, non pianta il seme della paura regalatogli dalla fata insieme al seme del coraggio, ma pianta solo il secondo non realizzando in questo modo alcun germoglio coraggioso!

“Senza paura non c’è coraggio” rimarca Billi a chi lo ascolta.

C’è il bambino che gioca e si diverte con Paura, una bimba piccola piccola. Ma nel momento in cui lui da’ retta a Spavento, egli comincia a temere la piccola amica, cosa che la fa crescere spropositatamente ai suoi occhi. Paura riesce a rientrare nelle giuste dimensioni quando il bambino ricorda di esserle amico!

C’è Piero che ha paura del lupo cattivo. Billi a lui racconta di un piccolo lupo che ha paura di cappuccetto rosso cattivo perché la nonna lo avvertiva di comportarsi bene altrimenti, gironzolando per il bosco,  avrebbe potuto incontrarlo e … così accadde! Ma alla fine Cappuccetto fu generoso lasciandogli la merenda.

C’è l’orsetto che ha paura del buio, ma con lui la luna nel cielo scuro è proprio buona regalandogli occhiali attraverso i quali riesce a vedere al buio le cose illuminate dalla luce lunare. Il mantello di Billy ne custodisce quattro paia di quei magnifici occhiali che sono distribuiti, quindi, ai quattro bimbi.

C’è il bambino che ha paura dei brutti sogni … uno in particolare si era intestardito con lui ogni notte. Ma a quel punto una geniale trovata della nonna gli ha permesso di cancellarlo con la matita una volta riapparso,  per sempre e per non tornare più.

C’è l’uccellino che ha paura di lasciare la mamma, il nido e tanta sicurezza attorno a sé non permettendosi di crescere e di diventare autonomo. Alla fine, grazie al’ingegno di una piuma, azzarda il volo e ci riesce stupendosi di se stesso.

C’è il topino che per vincere la paura dei fulmini impara a misurarli dimenticandosi, ormai impegnato con i numeri, della stessa paura.

C’è un ospedale cupo per bambini che non conosce la potenza del sorriso contro la tristezza e la malattia, ma che riesce a illuminarsi grazie alla stessa  che entra prepotentemente tra i corridoi ed i letti dei piccoli pazienti.

Ed infine c’è Margherita, la voce del libro, che non ha fiducia in sé e non crede di essere bella. Con la complicità di una farfalla variopinta, Margherita si trasforma in troppi fiori che con le loro corolle coprono la sua identità originale. Solo quando la nostra bambina si specchia e non si riconosce, apprezza  tutta la bellezza che racchiude il suo viso.

E ci sono le rime di Billi che promettono di danzare nella memoria dei bambini quando le useranno al momento opportuno.

Coraggio, emozioni da sperimentare, autostima e dialogo sulla paura: tutti validi ed ingegnosi strumenti di supporto alla consapevolezza emotiva che aiutano a crescere i bambini in modo equilibrato.

Maria Loretta Girardo ha creato un menu di storie che aiutano anche i grandi a parlare con i bambini delle paure. Giulia Orecchia, dal suo canto, accompagna eccellentemente il  vivace mondo di “colori emotivi” che spiccano tra le pagine.

Colori che calzano a pennello su emozioni che spesso e ancora non hanno riscontro verbale per i piccoli che le vivono, ma dalle quali rischiano di essere sommersi.  

 

https://www.progettieducativi.it/prodotto/billi-acchiappapaura/

 

Tutti i bambini dovrebbero prendere esempio da Giovannino Perdigiorno, il piccolo eroe emerso dalla sublime fantasia di Gianni Rodari, che a tempo perso girovaga fra i pianeti dell’universo.
Sarebbe una buona idea se i grandi insegnassero ai propri bambini che, ad esempio, le persone “zuccherose” dovrebbero avere un po’ di “sale in zucca”.

Oppure che gli uomini di sapone, puliti ed odorosi, dicono parole che sono bolle di sapone, ma che se il vento le coglie all’improvviso ne rileva un bel niente dentro!


Sfogliando le pagine del libro, i grandi con i piccini scoprirebbero che gli uomini di ghiaccio hanno deciso di togliersi il cuore perché scaldava troppo (!) e che, quindi, è molto meglio non star loro vicini perché si rischia il congelamento!


Proseguendo farebbero una sosta su un pianeta in cui esiste, nonostante brilli il sole, gente malinconica e pessimista.

E’ bene, anche qui, star lontano – pensa Giovannino – perché la speranza è un buon ingrediente per crescer bene e crescer sani  e questa gente non la considera neanche per sogno come una possibilità di affrontar la vita!

C’è anche un pianeta fanciullo dove i grandi sono rimasti piccini e stanno bene così, a dirla come loro, ma Giovannino li saluta chiamandoli “fifoni” e va via da lì per sempre.

 


Esiste, inoltre, il paese dei NI dove vive chi non sa dir no o sì. Giovannino fa bene a scappare perché prendere una decisione non è da insulsi, anzi è un bene avere le idee chiare su tutti gli argomenti della terra!

Giovannino attraversa diversi pianeti che conosce e da cui riparte per prendere strade più … costruttive, diciamo, e per permettere a se stesso di crescere sperimentando il mondo, anche emotivo, fatto di sfaccettature variopinte.

A pensarci bene questo è proprio un bel libro per intraprendere un viaggio in poltrona con mamma e papà: tra le rime armoniose, per conoscer parole nuove, per giocare con le sillabe, per ascoltare i suoni gemelli tra frasi mai noiose.

Insomma, il maestro universale della Grammatica della fantasia (Rodari, 1973) ci aiuta anche questa volta a prendere dimestichezza con la lingua italiana, con la lingua madre, con quello strumento che ci rende originali, ma soprattutto liberi di esprimerci nella nostra personalità.

Un viaggio che comincia da piccini.

Per tutti i bambini, anche quelli speciali!

 

I viaggi di Giovannino Perdigiorno, Gianni RODARI, illustrato da Valeria PETRONE, Edizioni EL