L’intento nobile dei libri della collana Colli Lunghi editi dalla casa editrice Librì Progetti Educativi è preciso: aiutare i bambini e le loro famiglie ad affrontare i piccoli e grandi problemi della vita. 

Noi di bisognibambini siamo al quarto appuntamento con la collana Colli Lunghi e l’autore de I Giochi Coraggiosi, Roberto Piumini anche in questo caso non smentisce il compito preso dall’editore. Infatti, le sue dieci brevi storie sono efficaci,  dirette e aderenti all’intento originario.

Bettleheim (1903-1990) suggeriva di ricordare bene quali fossero le emozioni che nella nostra adolescenza ci facevano agire in un dato modo, corretto o scorretto che fosse. Questo è sufficiente per accogliere il comportamento dei nostri figli ed essere clementi con loro se tale comportamento è scorretto o non coerente con le regole impartite. Il solo ricordo dello stato emotivo, il mero vivere un proprio stato empatico pregresso, è sufficiente per essere ben inteso da chi ci ascolta, in un preciso momento, nel bel mezzo di un’azione educativa. Cioè a dire, per non essere  frainteso, dando vita a conseguenze difficilmente recuperabili.

Piumini fotografa quelle emozioni e ci invita a non dimenticarle.

Crediamo che la tensione vissuta da Luca, quando deve salire sulla bicicletta per imparare a pedalare senza le rotelle di supporto, proprio come lo sa fare Giacomo, il fratello maggiore, sia rappresentata da Piumini esattamente quando il piccolo Luca ripete e ripete al fratello di tenere la mano al sellino e di non lasciarlo da solo. Sembra sentire il tono rassicurante nelle parole di Giacomo!

Matteo che vive come una costrizione la visita della sua mamma e del suo papà ai genitori di due fratellini gemelli un po’ bulli – almeno così si dice a scuola! –  visita che lo forzerà a fronteggiare la coppia di bambini per poi ridimensionarli dopo il primo impatto coraggioso …. anche questa piccola grande sfida è perfettamente dipinta attraverso un linguaggio tanto semplice quanto convincente.

Ed ancora, la confusione di Caterina, una bambina che teme di diventare “seconda” nel cuore della zia, che ora ha partorito una bimba, una confusione che cresce insieme alla pancia della stessa  zia Silvia, ma che Caterina deve realizzare come una verità. Caterina fa da sé, aggiusta il tiro della sua precedente esclusività nel cuore della zia e riesce a far posto alla cugina neonata nel suo di cuore.

E Martina che subisce la propria irresponsabilità, la dimenticanza a casa della borraccia che le fa anelare una fonte d’acqua lungo il percorso in montagna, circostanza che la fortifica sempre di più lungo il cammino e attraverso la quale apprende il sacrificio, l’altra faccia della medaglia!

Di grande effetto la storia della piccola Silvia che all’uscita da scuola non trova la mamma e che deve attenderla per un tempo infinito, un tempo di dolore silente, di paura dell’abbandono … un sentimento indimenticabile per chiunque, indelebile per tutti noi che nasciamo agganciati al corpo materno.

Tante altre le storie, belle e delicate, tutte prime, nessuna seconda, ma una fra tutte riesce a prendere per mano due generazioni, “La pasta”. In essa  Lorenzo e nonno Massimiliano impastano una pizza fatta in casa a quattro mani. È sublime leggere, con la lentezza dovuta, come si amalgamano gli ingredienti ed i sentimenti:  farina, acqua, lievito, pazienza, legame affettivo, collaborazione, modi di fare e di pensare che si tramanderanno senza dubbio alcuno, da qui in avanti senza sosta!

Le immagini illustrate da Marco Somà sono lì, pronte e fedeli ai messaggi dichiarati. I bambini riescono a immedesimarsi nelle figure che rappresentano bimbi veri con espressioni facciali pertinenti e rincuoranti.

Un libro completo. Un libro della collana Collilughi.

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