Autrice di “Indovina la fiaba!” della Giunti Editore, Eva Rasano ci contagia con un silent book curioso, simpatico ed azzeccato! Parlavamo nella recensione precedente della paura, una cosa seria per i piccini, ma anche per i grandi ed in soccorso giunge l’ingegno della Rasano.

Nei suoi disegni, l’autrice sminuisce con particolare tatto la fama secolare del LUPO NERO che nella sua creazione diventa il protagonista delle fiabe più importanti e cruciali per generazioni di bambini, compresi noi.

Un silent book è interattivo giocoforza! È un portento per interagire con bambini di tutte le particolarità, piccini e grandicelli. un libro potente anche nella costruzione della relazione educativa. Chi segue le immagini con il bambino deve costruire la relazione verbale, quindi inventare, attendere che escano le parole di chi ascolta, rispettarle, amplificare le emozioni che suscitano i colori, i movimenti e i fermo-immagine.  Il silent book supera le barriere linguistiche e culturali, se si vuole.  

È adatto a dare profondità all’immaginazione, alla fantasia e al pensiero divergente. Esso è creatività pura fatta albo illustrato!

Questo silent book costringe con bontà a parlare e ad indovinare il contesto fiabesco che si presenta su due pagine di libro spalancate sotto lo sguardo incuriosito di chi legge le immagini e le rappresentazioni grafiche.

Cosa accade calandosi fra le sue pagine? Si apprendono e si inventano parole, si sprona la pigrizia linguistica, si contestualizza la storia, si narrano gli eventi già conosciuti a menadito o da conoscere, stuzzicati dai numerosi particolari ritratti sul cartonato.

“Indovina la storia!” ha l’abilità di provocare la memoria, di veicolare anche quei messaggi leggermente ostici che appartengono alle fiabe classiche, traboccando dal perimetro che la storia impone e magari alleggerendo la serietà imposta dall’impronta classica.

È credibile Biancaneve vestita di tutto punto con la gonna gialla, il corpetto rosso e le maniche a pon pon azzurre, con un muso lungo nero e con sette lupacchiotti con il cappello da gnomo sul capo che la guardano rapiti? Sì, penso proprio di sì! 

E Aladino-lupo con il turbante in testa?

E La Principessa sul pisello che dorma su materassi che ricordano una torta a strati?

Ed il Brutto Anatroccolo-Lupo che galleggia accanto ai cigni?

Ma è strabiliante il lupo Cappuccetto Rosso che incontra … il lupo della fiaba!

Colori e tratti forti e decisi come le 19 fiabe che portano dentro messaggi eterni che sedano le paure dei bambini, i loro conflitti emotivi,  la mancanza di risposte alle loro domande complicate e che, in verità, li proiettano verso un approccio positivo alla vita. Il finale delle fiabe è sempre positivo: “tutto e di più” può accadere nella trama, ma alla fine tutto si risolve e la serenità torna a splendere nell’anima bambina.

Se poi un lupo simpaticone aiuta, che altro desiderare?



Illustrazioni realizzate dall’artista Luisa Montalto  con la tecnica della pittura cinese tradizionale a pennello di bambù, immagini artistiche, pennellate di colori tenui che richiamano l’animo dei bambini, che ritraggono scene di solida amicizia e fiducia, che interpretano un’idea pura, chiara, indiscutibile, quella dell’autrice Claudia Mencaroni. 

Un’altra perla pescata nelle acque della libreria Punto e a capo

La lettura della storia di Seb è ritmata dalle note del mare. L’acqua evoca la voce e l’abbraccio della mamma, rimanda alla vita e al suo contrario.

Un bambino conosce linguaggi inaccessibili alla razionalità adulta

 … “in silenzio, come fanno le persone felici”

 ed una brava scrittrice per bambini, ascoltando fedele la propria voce bambina, riesce ad interpretare tali linguaggi e a riportarli fedelmente tra le lettere di parole evocative, sulle pagine di riso di un libro atipico edito da Verbavolant.

Non conviene mai sottovalutare il passaggio dalla veglia al sonno nella vita di un bambino. Per lui affrontare la notte misteriosa significa spesso perdere il senso dell’orientamento ed entrare in confusione.

In quegli istanti lui si stacca dal contatto fisico con la mamma e si ritrova completamente solo, al buio e nel vuoto

allora di notte io aspetto il silenzio. Faccio pianino, trattengo il respiro”

Probabilmente i mezzi per affrontare questo perpetuo viaggio notturno devono essere forniti con maggiore attenzione dall’adulto che ne è responsabile.

La paura è una “signora” emozione. E va rispettata perché, trattata bene, permette a grandi e piccini di fortificarsi, di crescere e di trasformarsi in coraggio per vivere.

Il racconto di storie nel passaggio dal giorno alla notte affievolisce l’ansia e la paura

un po’ perdo il respiro, ma poi lo ritrovo al fossato

specialmente se i contenuti sono rassicuranti e meravigliosi.

La piccola protagonista di questa avventura notturna si muove proprio di notte verso la spiaggia per incontrare Seb, IL bambino che la capisce senza tanto dire, anzi con cui può scambiare le parole giuste e sentirsi a casa.



I due protagonisti, un maschietto ed una femminuccia, due parti complementari, parlano il linguaggio del mare che è universale, che racconta di sabbia, di profumi, di materia.

Così si tranquillizzano e fanno pace con il buio trasformandolo in silenzio luminoso e sonoro di onde ascoltate attraverso una conchiglia.

“E pure la notte si mette a suonare. È un’orchestra di foglie di stelle di vento” 

Solo i bambini sono capaci di questa trasformazione anche nella peggiore delle situazioni.

Dopo corse a perdifiato sulla spiaggia, suggellate da un patto d’amicizia eterno, la piccola protagonista è sazia di bellezza bambina.

Può svegliarsi tranquilla nel suo letto, ritornare alla luce del giorno, sapendo che la conchiglia la salverà da lì alla notte successiva.

 M.C.

Questo piccolo capolavoro editoriale si presta alla lettura cenestesica e a laboratori creativi ed artistici che permettono ai bambini di giocare con i propri talenti ad ampio raggio sia con l’uso dei colori sia con la mimica della comunicazione non verbale.