Tutte noi vorremmo una mamma come quella di  Alice.

La mamma di Alice sa ascoltare prima di tutto, ha la pazienza di prestare orecchio agli umori della sua bambina. Sa essere empatica e sa con estrema sensibilità distinguere fra il momento per far vivere le emozioni e quello  in cui è meglio attutire l’impatto emotivo degli eventi, anche solo interiori, come quando Alice è triste. È lei a ingurgitare la pesantezza della sua tristezza incontenibile, per esempio. È lei che se ne addossa il carico. Non lo fa per evitare l’inevitabile, ma, si sa, i bambini devono e possono imparare ad essere resilienti. Lei lo fa a scopo educativo, a parer mio.

Lei agisce così e – dopo un puntuale intervento chirurgico – tutte le emozioni che l’avevano fatta ingrandire e galleggiare nell’aria, diventano farfalle variopinte!

 

E le farfalle, si sa, sono simbolo di libertà, di trasformazione, di cambiamento e di colori ammirevoli e strabilianti. Sono come le emozioni che, una volta esternate, conquistano la loro identità e la loro reale dimensione. Le farfalle esternate possono essere ammirate e, quindi, sono capaci di ingentilire, di abbellire e di non pesare nel buio delle anime bambine che, senza vederle, possono solo avvertire timore come accade con tutto ciò che non si conosce e che non si vede. Le emozioni, chiuse nell’anima, sono non visibili, sconosciute, ma pesanti, come lo è la paura.

La mamma di Alice sa tutte queste cose ed è brava anche nella tempistica. Trova il momento giusto per permettere alla sua bambina di crescere serena ed in modo naturale.

La mamma di Alice però è capace di essere un’ottima maestra delle emozioni perché conosce bene se stessa e mette in atto ciò che sa e che ha dovuto imparare quando ha deciso di essere mamma.

Alice è una bambina fortunata. Il mondo dovrebbe muoversi per fare in modo che tutti i bambini siano come Alice, consapevoli di ciò che provano e capaci di dare un nome all’emotività.
Le mamme dovrebbero agire per fare in modo che tutte le bambine siano libere come farfalle, capaci di mostrare se stesse e di essere rispettate, perché conoscersi bene è simbolo di maturità, di responsabilità e di stima di sé.

“La mamma di Alice” è un testo delizioso di Davide Cipollini le cui sagge parole sono accompagnate dalle illustrazioni di Barbara Brocchi dal tratto deciso e dai colori vivaci, quasi a sottolineare la determinazione degli intenti pedagogici inevitabilmente chiari e universali.

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                                                                                                                           M.C.

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